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Non complichiamoci il Diabete

Chi convive con il diabete tipo 2, con l’aiuto del diabetologo può imparare facilmente a tenere sotto controllo la malattia e a gestire tutti gli aspetti del percorso di cura. Non è complicato trovare le strategie più efficaci per organizzare al meglio la vita quotidiana.

Il diabete tipo 2 richiede alcune attenzioni e cura di sé con adesione alla terapia e un attento controllo giornaliero dei vari aspetti della vita e della salute. La dieta, l’attività fisica, la terapia, il monitoraggio glicemico, le visite mediche, l’attenzione ad altre malattie concomitanti e il rischio di complicanze che possono diventare una routine stressante e difficile da gestire.

A questo bisogna aggiungere gli esami di laboratorio, i controlli periodici, il confronto con il diabetologo per valutare l’andamento degli elementi più rilevanti per il controllo della patologia, come il diario della glicemia, il controllo della pressione, dei lipidi e il monitoraggio delle complicanze.

Riuscire a gestire tutti questi aspetti è molto importante, per non incorrere nel rischio di complicanze cardiovascolari e renali.

Consigli per non complicarsi la vita e allontanare le complicanze

  • Imparare a gestire l’autocontrollo, o automonitoraggio della glicemia. In teoria si potrebbe misurare il contenuto di zuccheri nel sangue in qualunque momento della giornata, tuttavia è opportuno evitare l’automonitoraggio convulso perché alla fine sarebbe inutile e causa di ansia.
  • Preparare uno schema di autocontrollo: ne esistono diverse tipologie, il più classico comporta di misurare la glicemia prima e dopo ogni pasto principale, tutti i giorni o a giorni alterni. Lo schema serve a capire a che punto è il proprio equilibrio glicemico.
  • Tenere un diario, cartaceo o elettronico, dove registrare i valori delle glicemie giornaliere e dell’emoglobina glicata che monitora il valore medio delle glicemie negli ultimi tre mesi e serve al diabetologo per personalizzare la terapia.
  • Segnare sul calendario le date dei controlli diabetologici, misurare periodicamente la pressione sanguigna, fare un controllo oculistico anche se la vista è perfetta, controllare ogni tanto il peso corporeo ed eseguire gli esami del sangue e delle urine secondo la prescrizione del medico di medicina generale o del diabetologo.

A chi convive con il diabete tipo 2, piccole difficoltà possono sembrare problemi enormi. Stress e ansia possono ingigantire le preoccupazioni e fare apparire tutto più complicato. Una comunicazione aperta e costante con i famigliari e con il diabetologo può aiutare a riprendere il controllo della propria vita, ad appianare le difficoltà e a evitare le complicanze.

Vivere con una malattia cronica come il diabete tipo 2 non è facile. Cambiano le abitudini, il modo di rapportarsi con l’ambiente circostante e anche la visione che si ha di sé stessi.

Depressione, ansia e stress associati al diabete tipo 2 possono raggiungere livelli così elevati da ostacolare il raggiungimento di buoni valori glicemici e di un’autogestione adeguata in diversi momenti della propria vita: alla diagnosi, a ogni cambiamento di terapia, ecc.

Cercare di raggiungere il benessere psicologico è fondamentale, per gestire in modo adeguato il suo diabete.

Ci sono valide strategie per non farsi travolgere dallo stress e riprendere il controllo della propria vita.

Il primo passo è avere un buon punto di riferimento nel proprio diabetologo e nel Servizio di Diabetologia presso cui si è seguiti.

Il secondo passo è trovare e rafforzare ogni giorno la motivazione per prendersi cura di sé e del proprio “compagno di viaggio”. In questo il/la partner e i famigliari potranno essere di grande aiuto.

Su queste basi, vanno considerati piccoli accorgimenti e strategie più impegnative per fronteggiare meglio l’ansia:

  • tenersi informati per aumentare le proprie conoscenze sulla patologia;
  • cercare di essere ottimisti e positivi, essere più attivi, stabilire dei risultati da raggiungere;
  • valutare l’opportunità di affidarsi ad uno psicologo (professionista presente oggi nei Servizi di diabetologia) che potrà intervenire con diversi strumenti: counseling, interviste motivazionali, interventi cognitivo-educazionali, interventi sul nucleo famigliare. L’integrazione tra cure mediche e assistenza psicologica offre di solito i migliori risultati.

Per chi convive con il diabete tipo 2 non ci sono liste di alimenti proibiti né elenchi di alimenti speciali. L’importante è scegliere alimenti sani e assumerli nelle giuste quantità. Non è complicato trovare la ricetta giusta per variare gli ingredienti e non perdere il gusto di alimentarsi.

Un’alimentazione sana è parte integrante di uno stile di vita in salute, è raccomandata anche come componente efficace del piano di trattamento globale della malattia. Mangiare sano aiuta a gestire meglio il diabete tipo 2 favorendo il controllo glicemico, il mantenimento del peso corporeo, la prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Una persona con diabete tipo 2 non deve seguire un regime alimentare particolare, ma attenersi alle regole suggerite per tutti: preferire gli alimenti semplici a quelli complessi, evitare i fuori pasto, limitare i dolci, i salumi, le carni rosse, il burro in cottura e il sale aggiunto a tavola.

L’alimentazione deve fornire un apporto calorico giornaliero uguale a quello di una persona non diabetica in relazione alla costituzione fisica, all’età, alla statura, al peso e all’attività lavorativa.

Il regime alimentare da preferire è quello basato su cibi ricchi di fibre (ortaggi, verdure, cereali non raffinati, frutta) e povero di grassi di origine animale. La dieta Mediterranea è altamente consigliata perché predilige l’olio d’oliva extravergine al burro, i pomodori e le verdure, le carni bianche e il pesce (pesce azzurro) alle carni rosse e non disdegna i carboidrati ma con moderazione.

Neanche i carboidrati, maggiori responsabili dell’aumento della glicemia, vanno esclusi dal menu della persona con diabete ma vanno preferiti pane e pasta basati su farine integrali, o solo parzialmente raffinate, che muovono la glicemia in modo più lento.

Verdure a volontà

Ogni tipo di verdura è un ottimo snack prima di un pasto o per una pausa; i legumi (fagioli e lenticchie) sono un alimento completo.

Imparare a gustare

Un trucco per assumere alimenti nelle giuste quantità senza eccedere è quello di imparare a gustarli: scegliere ricette speziate, ricche di sapori e colori, inserire delle pause fra una portata e l’altra, mangiare lentamente masticando più volte e senza leggere o guardare la tv.

Dolci con giudizio

È possibile prevedere ogni tanto l’introduzione nel menu di dolci, con il consiglio del diabetologo e/o del dietista: un dessert può essere inserito ogni tanto al posto del pane e della frutta alla fine di un pasto arricchito con verdure. Vanno evitati i fuori pasto e le bevande con zuccheri aggiunti.

Non è complicato abbandonare la vita sedentaria: basta un paio di scarpe da ginnastica per mettere un po’ di movimento nella vita quotidiana. L’attività fisica è raccomandata per tutti, a qualsiasi età e aiuta a controllare meglio la glicemia.

Chi convive con il diabete tipo 2 ha ottimi motivi per dedicarsi a un’attività fisica di moderata intensità. L’esercizio fisico costante contribuisce al buon controllo glicemico, beneficio che si aggiunge ai numerosi vantaggi che il movimento è in grado di assicurare alla salute, a ogni età:

  • riduzione della pressione arteriosa;
  • aumento del colesterolo “buono”;
  • prevenzione dell’osteoporosi;
  • liberazione di endorfine benefiche;
  • benefici per cuore e polmoni;
  • maggior benessere psicologico e autostima.

Bastano 35-40 minuti al giorno per ottenere dei benefici. Sono raccomandate tutte le attività aerobiche, ovvero quelle che prevedono movimenti ritmici e continui dei grandi gruppi muscolari per almeno 10 minuti continui e che consumano gli zuccheri e abbassano la glicemia: camminare, nuotare, andare in bicicletta, giocare a calcio ma anche ballare… È importante bere soprattutto se fa caldo.
Prima di iniziare qualunque sport è importante fare un controllo della glicemia.

Benefici a medio termine

Un organismo allenato utilizza meglio l’insulina. È dimostrato che se l’attività fisica aumenta, dopo qualche giorno la stessa quantità di insulina ha un effetto maggiore.

Quanta attività svolgere?

L’intensità dell’attività fisica deve essere sempre adeguata al proprio stato di salute e alle condizioni generali e va programmata insieme al diabetologo.

Attenti al cuore!

Prima di fare un’attività fisica di intensità superiore alla camminata veloce è necessario escludere condizioni a elevato rischio cardiovascolare e consultare il proprio diabetologo.

Mantenersi aderenti alle terapie per il diabete tipo 2 aumenta l’efficacia del trattamento, il buon controllo glicemico e diminuisce le complicanze. Se ci sono difficoltà a proseguire una terapia bisogna parlarne subito con il diabetologo. Non è difficile mantenere l’aderenza, basta organizzarsi e oggi nuovi farmaci aiutano.

La maggior parte delle persone con diabete di tipo 2 non riesce a controllare la glicemia con la sola dieta e con l’esercizio fisico: questo può comportare la necessità di intraprendere una terapia farmacologica, che spesso, nel tempo, può diventare sempre più articolata.

Imparare a tenere sotto controllo il diabete attraverso una corretta aderenza alle terapie, insieme all’autocontrollo e allo stile di vita, è possibile.

Essere aderenti alle terapie significa:

  • aumentare l’efficacia del trattamento;
  • migliorare il controllo glicemico;
  • prevenire le complicanze.

Non esiste un modello ideale per tutti da seguire per migliorare l’aderenza, quanto piuttosto strategie che possono essere adottate a seconda delle situazioni, della persona e delle sue caratteristiche.

Insieme al diabetologo tutti possono trovare la strada giusta e più semplice per farlo.

Inoltre, oggi sono disponibili farmaci che hanno un impatto molto contenuto sulla qualità della vita e che grazie a una frequenza di somministrazione ridotta aiutano a tenere sotto controllo il diabete tipo 2 senza il pensiero quotidiano della terapia.

Per mantenersi aderenti

  • Chiedere sempre al medico tutte le informazioni sui farmaci che si assumono, inclusi gli effetti collaterali ed eventuali interazioni con altri medicinali.
  • Quando si ha difficoltà nel seguire le terapie, non interromperle o modificarle, ma parlarne subito con il diabetologo e segnalare problemi ed effetti collaterali.
  • Preparare uno schema per ricordarsi dei farmaci da assumere (oltre alla terapia per il diabete, quelli eventualmente prescritti per terapie concomitanti, riportando i nomi dei farmaci, la dose da assumere di ciascun farmaco e gli orari delle terapie).

Questo sito è a puro scopo informativo
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